Aviano 2036: i risultati del percorso partecipato sul futuro del nostro paesaggio

Il percorso partecipato relativo al Piano Paesaggistico Regionale, in riferimento al Comune di Aviano, si è concluso con successo venerdì 18 marzo con la presentazione del report finale da parte del facilitatore di tale processo partecipativo, l’arch. Catia Pozielli.

Cosa si intende per paesaggio

Dare una definizione univoca di paesaggio è molto complicato a causa della particolare tematica;  il quadro normativo nazionale comincia ad interessarsi di paesaggio con la L. 1497 del 29.06.1939, legge per la “Protezione delle bellezze naturali” che si prefiggeva lo scopo di tutelare “le cose immobili che hanno caratteri di bellezza naturale o singolarità geologica, le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali, etc.” Dobbiamo attendere quasi 50 anni per l’emanazione della legge Galasso che fa prevalere le necessità ambientali sul valore estetico, assumendo il piano paesaggistico regionale come strumento di governo del territorio. Nel 2000 la Convenzione Europea sul Paesaggio elabora il primo documento politico dedicato esclusivamente alla salvaguardia, gestione e valorizzazione dei paesaggi e nel 2004 con il D.lgs 42 entra in vigore il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio definendo quest’ultimo come “il territorio espressivo d’identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni”.

Gli obiettivi e la procedura del Piano Paesaggistico Regionale

Il Piano Paesaggistico Regionale al quale si è cominciato a lavorare si è posto tra i numerosi obiettivi la volontà di analizzare il paesaggio scomponendolo in un insieme di reti: la rete ecologica, la rete dei beni culturali e la rete delle infrastrutture e della mobilità lenta che ha lo scopo di mettere in relazione le prime due.

La procedura partecipata ha avuto quindi lo scopo di elaborare un quadro conoscitivo rappresentativo dei valori identitari del territorio, individuati attraverso il diretto coinvolgimento della cittadinanza, chiamata a portare il proprio giudizio e i propri pensieri nei riguardi del paesaggio.  Il processo partecipativo ha avuto tre canali: i tavoli di confronto su base territoriale che sono stati organizzati tra febbraio e marzo, il contributo degli studenti dell’Istituto comprensivo di Aviano e delle loro famiglie e l’archivio partecipato on-line dove chiunque può inserire la propria segnalazione collegandosi al sito: http://partecipazionepprfvg.uniud.it/

Nello specifico, i tavoli di lavoro organizzati per il Comune di Aviano sono stati 4 e hanno consentito di rapportarsi con i cittadini attraverso un metodo di progettazione partecipata volto ad individuare i bisogni, definire i problemi in un determinato contesto territoriale arrivando infine a formulare delle linee di intervento. Ogni partecipante è stato chiamato a rispondere a tre semplici domande indicando i valori del paesaggio, le sue criticità e le aspettative per un futuro relativamente lontano: come vi immaginate Aviano tra 20 anni?

Le segnalazioni più interessanti fatte dagli avianesi

Tra le numerose segnalazioni fatte, gli elementi di valore oggetto di particolare interesse durante i dibattiti sono stati: la linea ferroviaria dismessa Sacile-Gemona con le sue stazioni, caselli e ponti in pietra; la montagna intesa come paesaggio montano comprensivo di sentieri, boschi e casere; colle San Giorgio e il sistema dei colli che si estendono da Giais a Marsure e che si trovano oggi in condizione di grande naturalità; i boschi storici in particolare di castagno individuabili anche in alcune mappe storiche di inizio ‘800, le siepi che dividono i campi che nella loro apparente semplicità sono state fonte di discussione tra chi ne difende oltre all’interesse paesaggistico anche le funzionalità di protezione e preservazione delle biodiversità e chi invece, per il rapporto più diretto con il mondo agricolo ne denuncia le problematiche.

Altro elemento di valore segnalato è stata la roggia di Aviano che nacque dalla mente del nobile conte Nicolò di Maniago che per concessione della Serenissima nel 1445 derivò le acque dal Cellina dando vita a una vera e propria rivoluzione economica di quella che fino ad allora era stata l’arsa pianura avianese. La costruzione della roggia infatti permise oltre all’irrigazione dei campi, il trasporto delle “borre” per galleggiamento, i  salti d’acqua per le ruote consentirono la realizzazione di numerosi mulini, segherie, battiferro, battirame, bigolere dando origine a tutta una serie di iniziative fino ad allora impossibili.

La roggia di Aviano può essere definita, davvero, un’opera faraonica, che richiese 15 anni per il suo completamento e che morì nel 1974 quando ne venne deciso il tombamento a causa delle condizioni igieniche ritenute pericolose. Ha avuto grande rilievo questo argomento durante i tavoli di lavoro e molti cittadini ne hanno suggerito la riapertura almeno nel tratto che interessa Piazza Duomo per restituire ad Aviano la traccia storica di una roggia che per più di 500 anni ha segnato le sorti del nostro paese e ne ha determinato lo sviluppo.

Anche per la centrale idroelettrica di Giais è stato riscontrato un alto grado di coinvolgimento, entrata in funzione nel 1908. Dopo l’automatizzazione della centrale avvenuta intorno agli anni ’70 la centrale subì un fortissimo cambiamento per cessare completamente la sua attività nel 1988.

Moltissime altre le segnalazioni che hanno riguardato gli elementi di valore di Aviano, tra questi la cava di Pedemonte che identifica luogo e comunità con la pietra che ne rappresenta simbolicamente “la testa” degli avianesi, i vecchi borghi e le architetture storiche che li caratterizzano, la rete consolidata delle attività sportive, le chiese, le ville insieme a molti altri beni di interesse artistico e culturale.

Alcune delle criticità emerse grazie alle segnalazioni

Le criticità affrontate sono state altrettante e altrettanto interessanti, e per farne un veloce riepilogo possiamo ricordare: Via del Santuario che dalla Madonna del Monte consente di giungere alla Bornass, valida alternativa alla tradizionale strada per Piancavallo ma che da molto tempo risulta impraticabile, gli edifici militari dismessi, la centrale SIP abbandonata ai piedi di Colle San Giorgio, l’alveo del torrente Cavrezza interrotto nella zona industriale che rappresenta una minaccia per l’abitato a valle, i torrenti Midella e Ossena che preoccupano molti cittadini a causa della mancata manutenzione che ha causato numerose esondazioni e disagi negli anni passati. Molte altre sono state le criticità segnalate e tra queste la necessità di ricorrere a politiche di protezionismo nei confronti dell’edificato esistente a discapito delle nuove costruzioni, attuando procedure agevolate che consentano di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare interesse nei confronti delle antiche case in sasso presenti nei borghi e nelle frazioni.

Lo scenario futuro

Ultimo punto, non per ordine di importanza, le scenario futuro: come immagini Aviano tra 20 anni?

Il pensiero generale della popolazione converte essenzialmente in una decrescita generale; decrescita della produzione agricola intensiva a favore di colture più adatte al nostro territorio, decrescita del consumo del suolo a favore del riuso dell’architettura tradizionale, inibizione di nuovi collegamenti a favore della mobilità lenta.

Il futuro ci pone di fronte a scelte già note, ma affrontabili con una maggiormente diffusa sensibilità e consapevolezza dell’imprescindibilità del rispetto del paesaggio che può e deve essere considerato una fonte di benessere.

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