Immigrazione: una questione che non ci lascia indifferenti

L’Assemblea del 12 Dicembre scorso è stata un’ottima occasione per approfondire assieme a Bruno Tassan Viol, esperto in cooperazione internazionale, lo scottante tema della cosiddetta “emergenza migranti”. Siamo consapevoli che una chiacchierata di un’oretta non è sufficiente a renderci eruditi in una materia così complessa, ma pensiamo che il fatto stesso di averci provato, di aver chiesto a qualcuno di fare un po’ di luce sull’argomento per evitare di cadere nei soliti luoghi comuni, sia un punto a nostro favore. Concedeteci di riportarvi, in modo forse un po’ disordinato, le lezioni che abbiamo imparato.

Abbiamo imparato che è importante considerare i canali di ingresso, che sono il Mediterraneo e la rotta balcanica. Le dinamiche di questo fenomeno sono in realtà molto simili a quelle che in passato hanno dato luogo al traffico di esseri umani, ovvero lo schiavismo. Ci siamo chiesti il motivo che spinge i migranti a lasciare il loro paese: spesso la causa è un conflitto che non sempre segue gli schemi delle guerre a cui siamo abituati e che ovviamente genera problemi di carattere economico; in altri casi i problemi economici sono determinati da eventi naturali o da scelte imposte dall’esterno. Pensiamo che, al di là di ogni credo o appartenenza politica, se proviamo a metterci nei panni delle persone costrette a vivere queste situazioni, noi stessi saremo i primi a voler cercare la fuga, quando altre soluzioni sembrano impercorribili.

Ci siamo chiesti se siano intere famiglie a migrare e ci siamo meravigliati del fatto che tra i richiedenti asilo che vediamo ogni giorno per le strade praticamente non si vedono donne. Solitamente è l’avanguardia della famiglia a partire, mentre più facilmente il resto dei famigliari rimane nei campi profughi.

Abbiamo ragionato sul fenomeno della primavera araba, che pochi anni fa sembrava dare un segnale forte di riscatto per le popolazioni coinvolte, ma che purtroppo si è rivelata un flop; anche perchè forse, non tutte le primavere arabe sono state spontanee, ma si sospetta che siano state finanziate da soggetti vicini ai governi e servizi occidentali. Il modo in cui sono state gestite queste operazioni è per lo meno sospetto.

Abbiamo trovato interessante capire qualcosa in più riguardo alla procedura di richiesta di asilo politico. Sono previsti dei criteri ben precisi e la valutazione spetta ad una commissione preposta; la procedura può richiedere molti mesi. Va sottolineato il fatto che la richiesta di asilo è un diritto inalienabile, non un capriccio, e che è importante fare in modo che chi ne ha effettivamente bisogno possa sempre godere di questo diritto.

Infine ci sarebbero tanti luoghi comuni da sfatare: noi continueremo a farci domande e a cercare di leggere criticamente quello che sta succedendo. Sarebbe bello farlo insieme!

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