Iter di approvazione del Regolamento? I dubbi della commissione: parte 1

Quali sono le regole di un laboratorio sperimentale di cittadinanza attiva? E chi le deve approvare? L’unica risposta certa è che il Regolamento verrà approvato dall’Assemblea composta da VOI giovani avianesi il prossimo 8 Novembre.

Capire quali sono le regole e chi altro oltre a noi le deve approvare non è così facile, infatti c’è chi dice che il Regolamento vada approvato dalla Giunta, chi dice che il Consiglio Comunale debba essere unanime per dare un taglio apolitico all’organismo, chi vuole dare più peso al parere dei giovani, chi si sente vincolato e non vuole aggiungere paletti alla già contorta burocrazia… ma andiamo con ordine. Cosa sta succedendo?

Ci siamo già incontrati due volte con la Commissione Servizi Generali, una specifica commissione formata da consiglieri di minoranza e maggioranza che ha il ruolo di coordinamento delle questioni istituzionali e amministrative. Queste riunioni in Commissione servono per facilitare le discussioni politiche ed arrivare in Consiglio Comunale già preparati e con alcune questioni già risolte.

Siamo quindi nel pieno della trattativa e malgrado la nostra previsione vedesse la richiesta di modifiche allo Statuto (che è possibile leggere qui), con nostra sorpresa abbiamo incontrato i veri ostacoli nell’accoglimento del Regolamento (la versione provvisoria è qui).
Sono state avanzate diverse proposte dai Consiglieri: oggi cominciamo a vedere insieme i primi due temi caldi.

CAUSE DI INCANDIDABILITÀ

Il Regolamento in origine non poneva nessuna condizione a chi volesse candidarsi per entrare a far parte del Consiglio Direttivo: qualunque avianese tra i 18 e i 35 anni poteva avere un ruolo attivo e una carica nella Consulta.
È stato richiesto di rendere candidabili al Consiglio Direttivo solo coloro che rispecchiano gli stessi parametri di chi si candida a diventare Consigliere Comunale e Sindaco. Questi parametri sono definiti da una normativa nazionale e regionale apposita che pone dei vincoli dello più svariato tipo, dal non avere carichi pendenti al non essere dipendenti pubblici.
A nostro avviso non vi è motivo di porre gli stessi vincoli propri di un organismo decisionale: la Consulta non ha potere di prendere decisioni, ma solo una funzione consultiva.
Dalla discussione abbiamo quindi trovato l’accordo di limitare questo vincolo al solo presidente; infatti la Consulta deve poter essere più aperta possibile e non può impedire che un giovane che voglia essere cittadino attivo non lo possa fare solo perché lavora in un ente pubblico.

IMPEGNO DEL COMUNE

Il Regolamento da noi presentato conteneva la frase: “L’Amministrazione Comunale si impegna a chiedere un parere preventivo alla Consulta giovani nel caso di deliberazioni che riguardano le politiche giovanili e in tutti quegli ambiti che influiscono sulla vita dei giovani stessi […]”. Il verbo “impegnarsi” è stato letto come troppo vincolante, con il rischio di ingessare l’attività dell’Amministrazione Comunale: la proposta è che venga sostituito con la formula “può chiedere”.

L’impressione complessiva sulla vicenda è che i Consiglieri vogliano porre molti vincoli e limiti alla Consulta e che allo stesso tempo non vogliano prendersi la responsabilità di considerarla come organismo consultivo.

Intanto diteci la vostra su questi due punti, nei prossimi giorni analizzeremo gli altri due che riguarderanno questioni economiche.

3 thoughts on “Iter di approvazione del Regolamento? I dubbi della commissione: parte 1

  1. […] l’analisi dei temi caldi che stiamo discutendo in Commissione Servizi Generali che abbiamo iniziato ad approfondire qui, e passiamo agli aspetti […]

  2. […] il campo d’azione della Consulta come organo consultivo- ha portato con sé tutto l’insieme di questioni “calde” nate dal percorso di approvazione da parte della Pubblica […]

  3. […] Abbiamo visto già i punti critici negli articoli che spiegavano l’Iter di approvazione qui e […]

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