Lettere a casa: il perché spiegato in 8 punti

Oggi, 6 agosto, è uscito un articolo molto polemico su Il Gazzettino dal titolo “Nell’era Internet il Comune invia lettere ai giovani”. Il pezzo prende di mira le modalità di comunicazione scelte per promuovere la Consulta Giovani, criticando l’utilizzo di un mezzo costoso e antiquato.
Ci sentiamo in dovere di rispondere, dato che sono molte le inesattezze e i falsi miti indicati nell’articolo. Vediamo insieme quali sono, ne abbiamo individuati 8.

1. SIAMO NELL’ERA DI INTERNET

Vero, ma in Italia molte sono ancora le persone che subiscono quotidianamente il digital divide. Cos’è? L’annoso problema che non consente a chiunque di avere accesso veloce e gratuito alla rete per le più varie motivazioni, tra le quali condizioni economiche e qualità delle infrastrutture
Se vogliamo parlare di democrazia e di possibilità da offrire a tutti, già questo fatto è sufficiente per comprendere che non basta dare in rete un avviso per stimolare la partecipazione; soprattutto se c’è la volontà di costituire un organismo democratico che deve rappresentare la pluralità di voci dei giovani di un territorio.
Per questo stesso motivo le elezioni non sono state fatte solo on-line, infatti il rapporto tra chi ha votato con questa modalità e chi ha preferito il metodo tradizionale è vicino all’ 1:1.

2. E-MAIL

Chi si occupa di direct marketing e lead generation sa bene quanto preziosi siano gli indirizzi email profilati che permettono di raggiungere un target preciso di persone interessate a un prodotto/servizio… Preziosi perché non facili da ottenere. 
Al momento disponiamo di circa 250 indirizzi email e possiamo dirci soddisfatti di questo 16%.

3. WHATSAPP 

Per poter utilizzare questo strumento è necessario conoscere il numero personale di chi possiede uno smartphone. Questo inoltre deve avere installata l’applicazione per la messaggistica istantanea e avere a disposizione il traffico dati per poterla utilizzare.
Anche supponendo che il 100% dei giovani posseggano WhatsApp (cosa piuttosto improbabile, se consideriamo il digital divide suddetto) dovremmo poi riuscire ad ottenere 1500 numeri di telefono dai giovani residenti ad Aviano, dati che né l’anagrafe del Comune né le Pagine Bianche possiedono.
Supponiamo per uno strano miracolo di riuscire ad ottenere 1500 numeri di telefono di 1500 persone che utilizzano Whatsapp… chi si occuperebbe dell’invio? Con quale strumento? 
Per i miracoli ci stiamo attrezzando, nel frattempo chiediamo ai consiglieri comunali se sarebbero disposti a prestarci i loro smartphone 😉 

4. FACEBOOK

Siamo attivi fin dall’inizio del nostro percorso con la pagina Facebook dedicata alla Consulta Giovani di Aviano, che al momento conta 444 fan. Sulla pagina raccontiamo tutto quello che stiamo vivendo e postiamo tutto quello che viene pubblicato sul nostro sito cgaviano.it.
Mettiamo particolare cura nell’utilizzo di questi strumenti e nella creazione di contenuti. Abbiamo ben chiara la nostra strategia social, che prevede che gli eventi su facebook si utilizzino per promuovere meeting e manifestazioni di interesse socio-culturale. Utilizzare solo un evento Facebook per una situazione delicata qual è un’elezione avrebbe portato un risultato gravemente insufficiente in termini di adesioni.
Piuttosto di limitarsi alla creazione dell’evento, abbiamo preferito veicolare su Facebook l’informazione in modo massiccio, sia sulla pagina, sia sui due gruppi della Consulta (Consulta Giovani Aviano e Talenti Avianesi), sia sui profili personali degli aderenti e dei candidati. 
L’ultimo evento Facebook che abbiamo aperto promuoveva l’aperitivo con i candidati alle elezioni, una settimana prima che avvenissero. Evidenziamo il fatto che attraverso le reti sociali dei membri attivi della Consulta siamo riusciti a raggiungere un massimo di 365 giovani avianesi, ben al di sotto i 1500 raggiunti via posta.
Ricordiamo inoltre che molti sono i giovani che per scelta decidono di non registrarsi a questo servizio e di non utilizzarlo.
Non possiamo assolutamente limitarci ad utilizzare questo canale. 

5. ALTRI SOCIAL NETWORK

La Consulta Giovani di Aviano è presente su Twitter da diversi mesi, il canale viene utilizzato soprattutto nelle nostre iniziative pubbliche per trasmettere contenuti in tempo reale, ma veicola anche tutte le informazioni pubblicate sul sito e su Facebook.
Un canale che abbiamo scelto per la sua immediatezza e facilità di interazione, ma che apparentemente non è utilizzato molto dai giovani avianesi. Sono infatti 61 i nostri follower, un numero molto inferiore ai votanti alle nostre prime elezioni.
Ci piacerebbe sapere quali sono gli altri social che suggeriscono di usare e quali sono le percentuali di iscrizione dei giovani avianesi al servizio. Nel frattempo scegliamo di curare maggiormente il sito e le piattaforme più utilizzate dai giovani avianesi. Abbiamo inoltre optato per canali che siano i più adatti ai messaggi che dobbiamo trasmettere.

6. BUSTA VUOTA

Il lavoro di imbustamento è stato fatto a titolo gratuito da volontari in tempi brevissimi e può essere che una busta sia sfuggita di mano. Errare humanum est. Ce ne scusiamo con il malcapitato.

7. COSTO ZERO

Tutto il lavoro di comunicazione sui social è solo all’apparenza a costo zero, alto è invece il costo in termini di tempo impiegato, soprattutto quando si spendono competenze specifiche per curare i contenuti e i messaggi.
Quella del social media strategist, del social media manager e del community manager non a caso sono definite le nuove professioni del web: tempo, competenze e diplomazia sono le abilità che ogni giorno spendono queste figure professionali. Nella Consulta Giovani di Aviano in questo momento ci sono persone che offrono queste competenze a titolo gratuito nel loro tempo libero.
Facebook è stato più volte citato come strumento a costo zero, ma vogliamo informarvi che se si vuole raggiungere efficacemente il proprio pubblico oggi si è costretti a fissare un budget di spesa per inserzioni a pagamento e post promozionali. Quella della gratuità di Facebook e dei social network in generale è quindi un grande mito da sfatare.

8. COMUNITÀ DI GIOVANI

Non ci rivolgiamo solo a chi gravita attorno ai membri della Consulta, se così fosse ci limiteremmo ad utilizzare le nostre reti sociali su Facebook.
Il nostro traguardo invece sono 1500 giovani avianesi e l’unico modo al momento conosciuto che abbiamo per raggiungerli è attraverso l’utilizzo anche di strumenti tradizionali.

Mettiamo il massimo impegno in quella che nell’articolo viene definita la “comunicazione moderna”, ma nel contesto in cui viviamo è evidente che un messaggio debba essere trasmesso anche con media tradizionali, come lettere da inviare a casa e quotidiani a stampa. 

Noi siamo forti della consapevolezza che le lettere spedite sono riuscite a portare nel Direttivo qualcuno che non era stato raggiunto in nessun’altro modo.

E questo è un fatto.

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